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Danimarca, il mercato dei casinò terrestri non risente dell’online

Non è detto che l’avvento dell’online comporti necessariamente un ‘recesso’ delle formule terrestri. Un caso lampante è quello della Danimarca, dove le sei case da gioco registrano un mercato stabile e non condizionato dall’introduzione dell’online.

A riportarlo è l’European Casino Association, che ha reso noto un report molto dettagliato sull’andamento della Case da gioco europee. Lo sguardo cade principalmente sulla situazione danese, dove viene evidenziata una leggera crescita delle entrate (mance incluse) nel 2016: 61 milioni di euro, rispetto ai 58 del 2015. In calo, invece, il numero dei visitatori: 433.000 l’anno passato a confronto dei 452.000 di quello precedente.

Ma come detto in precedenza, l’ECA conferma che la situazione di mercato riguardante i casinò non ha subito sostanziali variazioni e non è rimasta condizionata dall’introduzione delle scommesse sportive e dei casinò games online.

Nel report dell’European Casino Association viene inoltre specificato come i casinò presenti in Danimarca siano sottoposti a requisiti particolarmente stringenti, concernenti la registrazione dei clienti e l’archiviazione dei loro dati, per una durata di cinque anni. Controlli e restrizioni anche sui dipendenti dei casinò, a cui è impedito di giocare nelle strutture della proprietà.

L’avvento dell’online ha comportato anche la creazione del Rofus, ovvero il registro dei giocatori che si sono esclusi volontariamente, presente per i casinò terrestri dall’autunno 2016.

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