Match fixing, Calì: “E’ alterazione del risultato sportivo avente finalità criminosa”

Match fixing, Calì: “E’ alterazione del risultato sportivo avente finalità criminosa”

“Non si tratta della vecchia combine, bensì di un’alterazione del risultato sportivo avente finalità criminosa”. Ha spiegato con queste parole il significato di “match fixing” il capo della Squadra Mobile di Genova, Marco Calì, che è intervenuto in occasione dell’incontro organizzato all’interno dell’Aula Magna dell’Università di Genova. Il tema della tavola rotonda, come riportato dal sito Pianetagenoa1893.net, era appunto “Match fixing: tra etica, valori sportivi, aspetti penali e business dello sport”.

Il concetto è stato poi ribadito dal tenente Colonnello Vittorio Capiello, del Nucleo Polizia Tributaria di Genova, che ha ricordato come più del 50% delle entrate tributarie dello Stato provengano dal settore delle scommesse.

Una piaga, quella del match fixing, che non colpisce solo la Serie A, ma anche le categorie inferiori, a cominciare dai cadetti. “Una nostra proposta – ha detto il consulente della Lega B, Gabriele Nicolella – sarebbe rimodulare la responsabilità oggettiva delle società sportive, estendendo la responsabilità penale contenuta nel decreto legislativo 231/2001. Le imprese criminali hanno grande appetito a entrare nel circuito delle scommesse”.

Infine, è toccato al vice segretario Lega Pro-Figc, Michele Paolucci, spiegare alla platea il funzionamento dello Sportradar: “Analizza i flussi delle scommesse delle partite di Lega Pro e della relativa Coppa Italia e procede ad avvisare la Procura Federale. La denuncia di parte è fondamentale. Pensate che il 70% delle scommesse avviene nel mercato asiatico, laddove la principale società di scommesse vanta lo stesso fatturato della Coca Cola”. 

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