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Scommesse, Tribunale di Crotone emette due sentenze d’assoluzione

Assolti con formula piena perchè “il fatto non sussiste”. Questa la sentenza emessa dal Tribunale di Crotone in merito a due rinvii a giudizio per presunte violazioni commesse con apparecchi e centri scommesse.

Il Tribunale calabrese ha così accolto in pieno le tesi difensive esposte dall’avvocato Bernardo Procopio. A riportarlo è il sito “Jamma.tv”.

Nel primo caso, il titolare di un bar era finito sotto la lente d’ingrandimento dei finanzieri perchè ritenuto possessore di alcuni apparecchi utilizzati per le scommesse online. Pertanto, il titolare era stato denunciato all’Autorità giudiziaria. Accogliendo la linea difensiva dell’avv.Procopio, il Tribunale ha stabilito che attraverso gli apparecchi, anche se non collegati in rete, “non si può configurare il reato previsto agli art. 4 comma 1 e 4 L.401/89, né tanto meno si può configurare il reato di cui agli art. 718 e 719 c.p.”.

In un altro caso riguardante sempre un esercizio del capoluogo calabro, il titolare veniva trovato sprovvisto della licenza ex art. 88 TULPS. Inoltre, la società titolare del marchio non era titolare di concessione da parte di AAMS. Per questi motivi, il titolare del centro scommesse veniva rinviato a giudizio.

Il Tribunale di Crotone decideva quindi di assolvere l’imputato perchè è stato impossibile dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, “che all’interno di quel centro si facesse attività di scommesse sportive su siti e con società prive di concessioni AAMS”. Inoltre, lo stesso Tribunale specificava che anche se nel suddetto locale venisse perpetrata un’attività di scommesse sportive, non è comunque detto che le stesse fossero da ritenersi abusive.

 

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