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Scommesse, Armando Izzo (Genoa) rinviato a giudizio

Guai grossi per Armando Izzo. Il difensore napoletano, in forze al Genoa, è stato rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione camorristica e frode sportiva. Secondo la ricostruzione operata durante le indagini, Izzo sarebbe stato convinto a truccare la partita Avellino-Reggina, del marzo 2014, quando l’attuale giocatore rossoblu vestiva la maglia degli irpini. Un chiaro caso di “match-fixing”, dove il risultato di una partita veniva alterato con la complicità di alcuni giocatori delle due squadre.

Nel corso della stessa udienza, infatti, il pm Maurizio De Marco ha anche chiesto al gup Marcello De Chiara la condanna per altri due ex calciatori, Francesco Millesi (cinque anni) e Luca Pini (tre anni e mezzo) che hanno scelto il rito abbreviato. Rinviato a giudizio anche il boss Umberto Accurso, ritenuto la “mente” dell’intera operazione truffaldina.

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, Accurso aveva scommesso 400.000 euro sulla vittoria dell’Avellino, ottenendone 110.000: per far sì che tutto andasse in porto, il boss avrebbe offerto 50.000 euro a Millesi, per il tramite di Luca Pini, affinché corrompesse non meglio identificati calciatori della Reggina.

L’accusa sostiene che i tre calciatori si erano messi “stabilmente a disposizione”, allo scopo di “influire fraudolentemente sui risultati delle partite di calcio”. I tre, sottolinea l’accusa, avevano deciso di fornire “un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo”.

 

 

 

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