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USA, le scommesse illegali nel 2016 hanno sfiorato i 200 miliardi

Ormai ci siamo. Il prossimo 4 dicembre la Corte Suprema affronterà il ricorso presentato dallo stato del New Jersey contro la cosiddetta legge PASPA (Professional and Amateur Sports Protection Act) che vieta le scommesse sportive in tutto il Paese. In caso di vittoria, si scatenerebbe una reazione a catena che coinvolgerebbe tutti gli altri Stati.

Sì, perchè dal 1992 – anno d’introduzione della PASPA – negli Stati Uniti è vietato scommettere su eventi sportivi. L’unico Stato che ha una regolamentazione propria è il Nevada, ma ben presto questo steccato potrebbe cadere: sono in molti ormai a spingere verso la legalizzazione. A cominciare dall’American Gaming Association (AGA), che ha più volte illustrato i benefici di una regolamentazione e i danni provocati dal gioco illegale, trovando negli ultimi tempi il convinto consenso dei vertici NBA e NFL.

Gli ultimi dati pubblicati da “H2 Gambling Capital” e riportati da “iGaming Business” evidenziano un giro d’affari di 196 miliardi di dollari per le scommesse sportive illegali negli USA: a conti fatti, si tratta del 97%  di tutte le scommesse statunitensi.

Un dato cresciuto esponenzialmente rispetto a quello del 2015, quando la cifra si attestava intorno ai 150 miliardi. Inoltre, la percentuale del 97% supera di gran lunga la stima fatta a livello mondiale dal Centre for Sport Security – Università della Sorbona di Parigi, secondo cui il gioco illegale in tutto il globo è prossimo all’80%.

 

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