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Ludopatia, il sindaco Gori: “A Bergamo introdotto regolamento più severo”

Un miliardo e 400 milioni di euro. E’ questo il dato ufficiale relativo al giro d’affari – riferito alle sole slot e videolottery – nella città di Milano nel corso del 2017. Numeri che fanno riflettere: si tratta di circa 1000 euro a testa per abitante. A parlarne apertamente è il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che sottolinea come circa 70.000 persone nel capoluogo milanese siano vittime del gioco, assumendo a causa di esso comportamenti “problematici” o “a rischio”.

Un problema che non c’è solo a Milano, ma che è ormai presente nella maggior parte dei comuni italiani. Gori ha rivelato all’Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco (AGIMEG) le misure di contrasto messe in campo dalla sua amministrazione a Bergamo. “Abbiamo varato un regolamento più severo e abbiamo introdotto alcune fasce orarie in cui il gioco (scommesse comprese) è vietato in tutta la città – ha precisato il primo cittadino – I risultati sono incoraggianti: nel 2016 l’incasso delle slot, in città, è diminuito del -11,4%, 11 volte di più che in provincia (-1%)”.

Nei mesi scorsi, Gori ha anche rappresentato i Comuni italiani in quello che è stato un confronto aperto con il Governo, con l’obiettivo di trovare delle soluzioni efficaci ad un fenomeno in costante crescita. “Siamo arrivati ad un accordo che prevede il dimezzamento delle slot nel giro di 3 anni – ha affermato Gori – e normative molto più stringenti a protezione dei minori”.

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