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Scommesse USA, favorevole anche l’NBA. Ma la Lega vuole l’1% su ogni giocata

Negli Stati Uniti continua a tenere banco la discussione in merito all’ormai probabile legalizzazione delle scommesse sportive. La Corte Suprema sta infatti analizzando il ricorso dello Stato del New Jersey contro la cosiddetta legge PASPA, che dal 1992 proibisce le scommesse sportive su tutto il territorio nazionale. Stando a quanto fatto trapelare negli ambienti politici e federali, la Corte sarebbe intenzionata ad accettare il ricorso, anche se c’è ancora da aspettare per avere il via libero definitivo.

Sta di fatto che negli USA ci si sta muovendo concretamente per prepararsi a quella che sarà a tutti gli effetti una svolta. Finora il solo stato del Nevada aveva il “semaforo verde” per le scommesse sportive: se la Corte deciderà di “abbattere” la PASPA, si scatenerà inevitabilmente una reazione a catena. Che in realtà è già partita: molti Stati, infatti, hanno presentato una proposta di regolamentazione delle scommesse sportive. Tra questi c’è il Rhode Island, ma anche il Michigan e l’Indiana.

Una spinta ulteriore verso questo scenario viene dall’NBA, che ha ufficialmente aperto alla proposta di legalizzazione delle scommesse. La Lega, che ha fiutato il possibile guadagno, ha però fissato un prezzo niente male per l’eventuale collaborazione con i bookmakers: si parla dell’1% per ogni singola giocata. “Abbiamo studiato tutti gli eventuali problemi a lungo – le parole dell’avvocato Dan Spillane riportate sul sito “NBAReligion” – La nostra conclusione è che è giunta l’ora di avere un approccio diverso che consenta ai tifosi sportivi di avere un modo legale e sicuro di piazzare scommesse mentre si protegge l’integrità delle competizioni”.

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