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Scommesse USA, l’AGA: “Puntate illegali per 10 miliardi di dollari sulla March Madness”

C’è grande fermento negli Stati Uniti per la decisione della Corte Suprema, che nei prossimi mesi si pronuncerà sull’eventuale regolamentazione delle scommesse sportive. Il ricorso presentato dallo stato del New Jersey, stando a molti esperti del settore, dovrebbe essere accolto: questo scatenerà inevitabilmente una reazione a catena che porterà progressivamente tutti gli stati americani ad attrezzarsi per avviare l’iter di regolamentazione.

Un movimento che in realtà è già attivo da alcuni mesi, dato che diversi stati si sono già preparati all’eventualità predisponendo disegni di legge e delibere. Se la Corte Suprema dovesse decidere di dare ragione al New Jersey, si avrebbe l’abbattimento immediato della cosiddetta legge PASPA, che dal 1992 impone il divieto di scommesse sportive in tutto il territorio USA.

L’unico Stato non interessato dalla PASPA è il Nevada, che infatti ogni anno può godere di considerevoli introiti derivati dal gioco. Come ha spesso sottolineato l’American Gaming Association (AGA), la regolamentazione delle scommesse sportive avrebbe una duplice funzione: oltre a garantire una grande entrata nelle casse dello Stato rappresenterebbe anche una mazzata memorabile al mercato delle scommesse illegali.

E’ la stessa AGA a evidenziare come gli scommettitori statunitensi punteranno in totale oltre 10 miliardi di dollari (oltre 8 miliardi di euro) sulla “March Madness”, il torneo di basket fra i college americani, ma solo il 3% di queste giocate finirà nel circuito dei bookmaker legali (presenti principalmente in Nevada, ndr). Basterà per convincere la Corte Suprema?

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