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Diritti audiovisivi, l’AGCM: “Comunicazione eventi non può avvenire con riferimenti a scommesse sportive”

Nelle comunicazioni al pubblico degli eventi sportivi non possono esserci interazioni con qualsiasi messaggio che riguardi le scommesse o il gioco. E’ quanto stabilito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nella delibera riguardante la conformità al Decreto Legislativo 9 gennaio 2008, n. 9 recante “Disciplina della titolarità e della commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi e relativa ripartizione delle risorse”, dei risultati e dei criteri adottati nella procedura competitiva dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A nell’assegnazione dei Diritti Audiovisivi per il territorio italiano relativi al Campionato di Serie A per le stagioni 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, a favore della società Mediapro Italia Srl.

“Nelle comunicazioni al pubblico degli Eventi non possono essere effettuati dal Licenziatario, in alcun caso e sotto alcuna forma – si legge nella delibera dell’AGCM – interazioni con attività di scommesse sportive, nè possono essere visualizzate attività o risultati di attività collegate a tali scommesse sportive”.

L’obiettivo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è quello di giungere alla realizzazione di un mercato dei diritti audiovisivi il più efficiente e trasparente possibile.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) è stata istituita con la legge n. 287/1990, ovvero la legge a tutela della concorrenza e del mercato italiana. Tra i compiti dell’Autorità, quello di vigilare contro gli abusi di posizione dominante, di tutela del consumatore e di valutazione e sanzionamento dei casi di conflitto d’interesse dei componenti del Governo.

 

 

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