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Dipendenza dal gioco, Jarre: “80% giocatori in cura per ossessione da slot”

“Nei Servizi per le Dipendenze italiani oltre l’80 percento dei giocatori in carico per disturbo da gioco d’azzardo ha come gioco problematico l’uso di uno o più apparecchi automatici di gioco. Non che non ci siano anche i dipendenti da Gratta & Vinci o scommesse sportive”. A lanciare l’allarme è Paolo Jarre, della Società Italiana Tossicodipendenze Piemonte e Valle d’Aosta. 

I dati emersi nell’indagine effettuata da Ipsad e Espad sulla popolazione italiana compresa tra i 15 e i 64 anni rivelano uno scenario che non può non essere preso in considerazione.

“Lo studio evidenzia che la prevalenza del gioco problematico in Italia si è quadruplicata in 10 anni, subendo una crescita costante (0,6; 1,3, 1,6 e 2,4 percento dei soggetti che dichiarano di aver giocato nell’ultimo anno; da 100.000 a 400.000 persone cui va aggiunto il contingente degli ultra 64enni stimabile in circa altre 100.000 persone) – spiega Jarre – parimenti è cresciuto, seppure in misura meno impressionante, il numero delle persone che giocano con un profilo di rischio non trascurabile (‘moderato’) che nel 2017 raggiunge il milione tra i 15 e i 64 anni; i giochi più popolari nell’intero insieme dei giocatori sono le lotterie istantanee (quasi tre quarti dei giocatori nell’ultimo anno le hanno praticate almeno una volta), seguite dal SuperEnalotto (quasi la metà), dal Lotto e dalle scommesse sportive (poco più di un quarto), 10 e Lotto e Win for Life (13 percento); gli apparecchi automatici sono un gioco di cui solo il 5,9 percento dei giocatori dell’ultimo anno afferma l’utilizzo almeno una volta”.

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