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Scommesse e slot, in Piemonte difficoltà nella realizzazione della mappatura

Negli ultimi tempi sono sempre più stringenti le norme per chi è intenzionato ad avviare un’attività di scommesse sportive e per tutti i gestori di locali che comprendono al loro interno apparecchiature come slot machine e affini. Sono ormai molte le Regioni che si stanno dotando di un regolamento che prevede in particolare il rispetto della distanza (500 metri, ndr) dai luoghi sensibili, ovvero quelli frequentati dai più giovani, come scuole e oratori.

Spesso accade che alcuni di questi locali non rispettino il cosiddetto “distanziometro” e vengano per questo motivo pesantemente sanzionate o addirittura costrette alla chiusura. Anche per evitare che un gestore si ritrovi a dover chiudere un’attività appena aperta, molti Comuni e Regioni stanno realizzando una mappatura dei luoghi sensibili, in modo tale da individuare dove è possibile aprire una sala scommesse o un bar con slot. Tuttavia, in certi casi questa mappatura può risultare parecchio complicata.

E’ il caso del Piemonte, dove il Sindaco di Asti Maurizio Rasero e il Consigliere Comunale ad Asti Paride Candelaresi hanno fatto presente all’ANCI regionale le difficoltà di tutti i comuni piemontesi a provvedere alla mappatura “e la complessità dell’applicazione retroattiva della legge”, che ha costretto le attività commerciali interessate a rendere gli apparecchi di fatto inutilizzabili. Difficoltà che verranno elencate in una nota che i comuni interessati sottoporranno all’attenzione della Regione.

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