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Scommesse USA, la preoccupazione dell’NCAA: “Rischi per gli atleti”

La sentenza della Corte Suprema, che ha accolto il ricorso del New Jersey e ha dato il via alla regolamentazione delle scommesse sportive negli USA, continua a suscitare reazioni contrastanti. Come noto, la decisione della Corte ha fatto sì che venisse abbattuta la cosiddetta legge PASPA, che dal 1992 vietava le scommesse sportive su tutto il territorio nazionale, fatta eccezione per il Nevada e altri tre Stati.

L’accoglimento del ricorso presentato dallo Stato del New Jersey è stato giustamente accolto come una “svolta storica”. Sono già molti gli Stati pronti a predisporre la regolamentazione delle scommesse sportive: una battaglia portata avanti con decisione dall’American Gaming Association (AGA) che ha visto il consenso anche di molte delle leghe sportive principali d’America, tra cui l’NBA, l’NFL e l’NHL.

Chi continua a mantenere un’impressione negativa sulla sentenza è la National Collegiate Athletic Association (NCAA), che ancora una volta ha posto l’accento sui rischi che possono derivare dalla regolamentazione. “Le scommesse sportive possono avere un impatto negativo sugli studenti/atleti – ha detto il presidente Mark Emmert – e minacciare la regolarità degli incontri. Riconosciamo il ruolo cruciale dei singoli Stati, ma degli standard federali sono necessari per raggiungere l’obiettivo dell’integrità a tutti i livelli”.

L’idea della NCAA è quella di proporre un modello federale “che dia l’indirizzo generale, soprattutto per assicurare l’integrità delle competizioni sportive”.

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