Rimborsi Gratta e Vinci: si rischiano una valanga di ricorsi

Rimborsi Gratta e Vinci: si rischiano una valanga di ricorsi

Ecco i possibili effetti della sentenza che ha disposto i rimborsi per i Gratta e Vinci sprovvisti delle avvertenze sul gioco responsabile.

Dopo la sentenza sui rimborsi per i ‘Gratta e vinci’ sprovvisti delle avvertenze sul ‘gioco responsabile‘, il Codacons si è mosso chiedendo lumi alle istituzioni. In agenda un incontro del sindacato dei consumatori con i vertici dei Monopoli di Stato e dell’Agenzia delle Dogane nonché di Lottomatica per chiarire le ragioni della carenza di informazioni sui biglietti di ‘Gratta e Vinci’.

La controversa vicenda ha preso spunto da una sentenza emessa dal Giudice di Pace di Vallo della Lucania che ha disposto il rimborso a beneficio di un giocatore, per un importo di 3 mila euro, pari al volume delle giocate effettuate dal ricorrente.

La motivazione della sentenza censura il comportamento dei Monopoli di Stato, rei di non avere riportato sui biglietti le avvertenze relative al rischio della dipendenza da gioco. Il Codacons si è attivato affinchè nel nostro paese vengano venduti biglietti con la corretta dicitura e che informino gli acquirenti sulla necessità di giocare responsabilmente. Questo per evitare il rischio di cause legali in serie o addirittura di una class action mirata a rimborsare chi ha giocato al ‘Gratta e Vinci’ che potrebbe costare parecchio alle casse dello stato e, dunque, alla collettività.

I giudici hanno ritenuto nullo il contratto stipulato con le Lotterie nazionali proprio per l’assenza di ‘indicazioni di probabilità di vincita e avvertenza sul rischio di dipendenza’. Indicazioni che sono necessarie secondo quanto disposto dal Decreto Balduzzi all’articolo 7. Il rischio che una valanga di ricorsi sommerga i Monopoli di Stato è davvero reale.

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