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Centri trasmissione dati: è illecita la raccolta di scommesse sportive senza autorizzazione

Ecco una importante decisione della Corte di Cassazione in merito alla raccolta delle scommesse sportive da parte dei Centri non autorizzati.

Qualsiasi attività di raccolta di scommesse sportive che non è munita di autorizzazione è illecita a prescindere. E’ questo il principio fissato dalla Terza sezione penale della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso del proprietario di un centro trasmissione dati finalizzato alla raccolta di puntate su gare sportive che si era appellato per la condanna ricevuta nel 2011.

CTDAll’esercente vennero inflitti 6 mesi di reclusione per la raccolta illecita di scommesse sportive. Secondo la Suprema Corte il comportamento dell’imputato interferirebbe sull’attività dei clienti mediante l’apertura dei conti attraverso i quali i clienti potevano effettuare giocate online. Secono la tesi della Cassazione ‘La norma rende illecita, in difetto dell’autorizzazione, qualsiasi attività organizzata che comunque favorisca tanto le attività di accettazione quanto quelle di raccolta delle scommesse‘.

La Suprema Corte ha accettato un secondo ricorso

Secondo la Corte di legittimità ‘fornire un supporto tecnico all’attività dell’allibratore per integrare il reato contestato al ricorrente’.
La stessa Cassazione ha, altresi, parzialmente accolto, con rinvio alla Corte di Appello di Lecce, l’altro ricorso presentato dal titolare di un centro raccolta scommesse sprovvisto di autorizzazione, disponendo il rinvio per ‘l’omessa decisione in ordine alla concessione o meno del beneficio della non menzione’ da parte del giudice di secondo grado.

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