Riduzione del gioco pubblico e risanamento dei conti pubblici: non vanno d’accordo!

Riduzione del gioco pubblico e risanamento dei conti pubblici: non vanno d’accordo!

Si sa che esiste un “tira e molla” tra Regioni, Enti Locali e Stato relativamente alla diminuzione dell’offerta del prodotto gioco sul territorio ed alla sua regolamentazione, compresi i casino online. Si chiede un intervento concreto da parte dell’Esecutivo per mettere in chiaro questa situazione che si sta trascinando da anni e che ha portato il gioco sul suolo italico in una situazione “impasticciata” tra regolamenti regionali, ordinanze restrittive, distanziometri e quant’altro.

I lavori della Conferenza Unificata sono andati apparentemente avanti, la proposta del Governo è “sotto esame” ed automaticamente, però, si pone una domanda certamente non superflua: “Ma come si può proporre una riduzione del gioco e come si può valutare un mancato ingresso di risorse (oltre tutto di una certa rilevanza) quando poi si “punta diritti diritti” su questo settore per risanare i conti pubblici?”

Tutto questo operato del Governo con l’obbiettivo del riordino del settore ludico sta diventando assai meno credibile ora che si è assunto un impegno di fronte all’Unione Europea di un rientro “imposto” di siffatta rilevanza… Come risulterebbe vanificata anche la “battaglia” degli Enti Locali rispetto a questo obbiettivo (che si presupponeva comune) di una riforma ludica che si fa attendere ed ora si capisce anche il perché.

Forse sarebbe arrivata l’ora di “gettare la maschera” da parte di tutti gli “gli attori di questa commedia chiamata riordino” e che calpestano il palcoscenico del gioco pubblico: che si attui una proposta che non faccia finta di non tenere conto delle risorse provenienti da questo settore e che risponda alle esigenze di tutti. Sarebbe così difficile una volta tanto che la politica “fosse sincera” ed ammetta che del gioco ha necessità e che non può rinunciare a parte delle sue risorse?

Ovviamente, questo dichiarerebbe apertamente che si dovranno cercare da altre parti “ulteriori quattrini” per “tappare i buchi svelati dall’Europa” e questo sarà un compito tutt’altro che facile: ma almeno la credibilità del Governo potrebbe, forse, crescere di qualche punto, invece che manifestarsi come “poco affidabile”, sopratutto agli occhi degli operatori del gioco pubblico. Ormai, ad una soluzione definitiva, bisogna per forza arrivarci perché “i nodi sono arrivati al pettine” e la richiesta dell’Unione Europea al nostro Paese è stata la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

I problemi dei territori ove sono state messe in campo ordinanze sempre più “restrittive” cominciano ad esplodere con più frequenza, oltre al fatto che il gioco illecito si “fa forza” di questo tentennamento sulla normativa nazionale e sta raccogliendo “i suoi frutti” di questa mancanza di sincerità del Governo e di responsabilità delle Regioni che non vogliono rinunciare al loro potere.

Potere e quattrini: questo sta facendo ritardare la soluzione della riforma del gioco pubblico e dei casino online autorizzati e anche se dispiace ammetterlo… c’è veramente da vergognarsi per tutte quelle persone che saranno messe in mezzo ad una strada e tutte quelle imprese che saranno costrette a chiudere proprio in questo momento storico.

Certamente, il comportamento così altalenante dell’Esecutivo non trasmette nulla di buono, né al gioco ma neppure ai “normali cittadini” che, forse si aspettano qualcosa di più da chi dovrebbe proteggere i posti di lavoro e le imprese e non guardare soltanto ai propri fabbisogni di “quadratura di bilancio”. Perché non si chiede qualche sacrificio proprio a chi ci Governa ed a tutti i suoi rappresentanti?

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