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Scommesse sportive, ippica in grande difficoltà: le mosse per salvarla

Se il mondo delle scommesse sportive viaggia a gonfie vele e non sembra essere minimamente toccato dalla crisi economica, c’è un settore che invece da tempo soffre particolarmente. Stiamo parlando delle scommesse relative all’ippica, dove il fatturato sta praticamente precipitando.

L’ippica vive da sempre grazie alle puntate e alle scommesse degli utenti: ecco perchè la netta diminuzione di queste risulta uno ‘tsunami’ per il mondo dei cavalli.

Ma quali sono i motivi che hanno portato a questo crollo? Anzitutto una forte pressione fiscale che attanaglia questo sport, in particolare quella relativa alla quota fissa che non risulta affatto conveniente rispetto alle altre scommesse sportive. Ecco perchè, non trovando motivi di attrazione nè offerte allettanti, la maggior parte dei giocatori preferisce dirigersi verso altre piattaforme, dimenticando l’ippica e concentrandosi su calcio e sport con maggiore interesse.

Ecco perchè si sta cercando di mettere in campo delle misure per fronteggiare questo “segno meno” che sembra ormai inarrestabile. Per salvare l’ippica, l’Associazione Nazionale Ippodromi, la Federippodromi, l’Unione Nazionale Ippodromi e il Sindacato Concessionari, insieme a tutti i più importanti bookmakers, chiedono che la normativa venga revisionata, utilizzando sostanzialmente la mossa già fatta dalla Francia: ad ogni nuovo gioco introdotto nelle sale del Paese, aggiungere una piccola percentuale da destinare alle corse.

Ma cosa dovrebbe essere tassato in particolare? Il cosiddetto ‘margine’, ovvero la differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte, nella misura del 33% sulla rete fisica e del 37% nel gioco a distanza (vale a dire tramite internet) e di legare l’aliquota alla raccolta, dimunendola o alzandola in base ai risultati conseguiti. Inoltre, viene anche proposta la possibilità di effettuare le giocate sull’ippica anche al di fuori del palinsesto proposto da Agenzia Dogane e Monopoli. Misure che potrebbero contribuire a dare una mano ad uno sport che vive un momento di grande sofferenza.

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