Scommesse, l’AGA attacca il divieto negli USA: “Un fallimento, è ora di legalizzare l’attività”

Scommesse, l’AGA attacca il divieto negli USA: “Un fallimento, è ora di legalizzare l’attività”

Torna a prendere posizione l’Associazione Americana dei Casinò sul divieto federale inerente alle scommesse sportive. Con l’avvento di Donald Trump come nuovo presidente degli Stati Uniti, tutto il fronte favorevole al ripristino delle scommesse sportive negli USA si sta compattando per far sì che il divieto possa finalmente cessare. Il tycoon, infatti, stando alle voci, sarebbe propenso verso questa soluzione.

L’Associazione, meglio nota come American Gaming Association (AGA), trova appoggio anche da un nuovo studio condotto dall’organizzazione no profit Competitive Enterprise Institute e dal titolo “Time to end the madness around March madness”. 

Lo studio, come spiega la stessa AGA, evidenzia che un mercato delle scommesse sportive legale e regolato accrescerebbe la sicurezza dei lavoratori e proteggerebbe la sovranità statale. Inoltre, l’eliminazione del divieto di scommettere sullo sport genererebbe entrate fiscali e rafforzerebbe l’integrità degli sport professionistici o dilettantistici.

“Come qualsiasi altra forma di gioco, le scommesse sportive possono essere regolate e tassate, ma innanzitutto la legge deve trattare i consumatori come adulti – si legge nello studio – Legalizzando questa attività, gli stati possono istituire sistemi di salvaguardia per proteggere i consumatori e le categorie vulnerabili e le autorità sportive possono avere accesso a informazioni che aiuteranno a combattere la corruzione”.

“Lo studio del Competitive Enterprise Institute è l’ulteriore prova che è arrivato il momento di costruire un mercato delle scommesse sportive legale e regolamentato – spiega il vice presidente degli Affari Pubblici dell’AGA, Erik Balsbaugh – Ci stiamo avvicinando al 25esimo anniversario del bando dei divieto federale sulle scommesse sportive, è tempo che il Congresso riveda questa decisione e che consenta agli stati di raccogliere, da esse, entrate fiscali”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *