Sala scommesse di Cagliari, Cassazione annulla sequestro

Sala scommesse di Cagliari, Cassazione annulla sequestro

La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di sequestro preventivo che era stata confermata dal Tribunale del riesame di Cagliari “per le indagini preliminari del medesimo Ufficio ed avente ad oggetto i beni meglio specificati in ordinanza nell’ambito del procedimento a carico del ricorrente indagato del reato di cui all’art. 4, comma 4bis, L. 401/89, per aver accettato e raccolto o comunque favorito l’accettazione e la raccolta di scommesse sportive in via telematica, per conto della società straniera, in assenza della prescritta autorizzazione di cui all’art. 88 T.U.L.P.S”.

La motivazione dell’annullamento è stata resa nota dalla stessa Corte. “La questione dell’art. 88 Tulps resta assorbita, perché il ricorrente ha dimostrato di aver presentato istanza di rilascio e di aver ottenuto il diniego sostanzialmente per mancanza della concessione in capo alla società maltese. Ha dimostrato altresì di aver ripresentato la domanda di autorizzazione alla luce del nuovo quadro normativo a seguito della cosiddetta legge di Stabilità 2015 su cui la Questura non pare abbia provveduto”. In sostanza, la Questura aveva disposto il sequestro perchè la stessa non aveva accettato la domanda di autorizzazione dopo la sanatoria prevista dalla Legge di Stabilità. Pertanto la Cassazione “ha annullato l’ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Cagliari”.

I giudici ricordano che “il Ministero dell’Interno ha chiarito con la circolare del 27.1.2015 che il procedimento di regolarizzazione di cui all’art. 1, commi 643, 644 e 645, L. 190/14 è testualmente finalizzato al rilascio di titolo abilitativo ai sensi dell’art. 88 Tulps, titolo che va rilasciato entro 60 giorni dal ricevimento dell’istanza di regolarizzazione da parte dell’Agenzia. Ha precisato, però, che per non poche Questure tale autorizzazione ha evidente natura straordinaria e potrebbe tradursi in un numero di istanze tali da rendere oggettivamente difficile o impossibile la loro definizione nel termine stabilito, legittimando in tali casi l’applicazione delle esimenti; d’altra parte ha aggiunto, trattandosi di esercizi di raccolta delle scommesse già in attività non paiono configurabili profili di danno in caso di adozione del provvedimento finale oltre il termine predetto.
Nel contesto della medesima circolare ha anche dettato delle regole per l’eventuale verifica dei requisiti soggettivi ed oggettivi riguardanti il locale nel quale l’attività viene svolta che rimangono fermi sia pure con alcune precisazioni.
Tali sopravvenienze rendono irrilevante il diniego originario dell’autorizzazione, perché anche l’Autorità amministrativa dovrà confrontarsi con il nuovo quadro normativo e giurisprudenziale”.

 

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