Dirty Soccer, le penalizzazioni: la più colpita è la Vigor Lamezia

Dirty Soccer, le penalizzazioni: la più colpita è la Vigor Lamezia

Sono arrivate le sentenze in merito al terzo ed ultimo filone del processo sul calcio scommesse denominato Dirty Soccer. Il Tribunale Federale Nazionale della FIGC ha inflitto penalizzazioni per tre società attualmente militanti in Lega Pro, due in D ed una in Eccellenza, ma all’epoca dei fatti tutte in forza tra Lega Pro e Serie D.

La società ad essere uscita maggiormente “con le ossa rotte” da questo terzo filone del processo è ancora una volta la Vigor Lamezia: al club calabrese sono stati inflitti 5 punti di penalizzazione (la Procura Federale ne aveva tuttavia chiesto 13) ed €  30.000,00 di ammenda in continuazione con le sanzioni irrogate all’esito del procedimento 859pf14-15 e 859bispf14- 15”.

Per quanto riguarda le altre penalizzazioni, 2 punti sono stati comminati al Santarcangelo (+ 35.000,00 euro) ed uno a L’Aquila (+ 10.000,00 euro), Paganese, Pistoiese e Poggibonsi.

Solo un’ammenda di 30.000,00 euro, invece, per le società Savona FBC. Prosciolti, invece, i seguenti club: Tuttocuoio San Miniato, Aurora Pro Patria, Vigontina San Paolo e Martina Franca, quest’ultimo poiché nel frattempo non più affiliato alla FIGC.

Colpiti dal provvedimento anche diversi singoli: il tribunale ha infatti inflitto inibizioni ed ammende a diciotto tesserati all’epoca dei fatti. Per ciò che concerne quelli allora operanti nell’ambito della Vigor Lamezia, la Sezione Disciplinare del Tribunale ha inflitto all’allora massimo dirigente Claudio Arpaia, “l’inibizione di 1 anno e 6 mesi + preclusione ed € 30.000,00 di ammenda in continuazione con le sanzioni irrogate all’esito del procedimento 859bispf14- 15”. A Fabrizio Maglia, all’epoca direttore sportivo del club, “inibizione di anni 3 ed € 10.000,00 di ammenda in continuazione con le sanzioni irrogate all’esito dei procedimenti 859pf14-15 e 859bispf14-15”.

A Felice Bellini, in quel periodo collaboratore della società nel settore marketing, inflitta, infine, “l’inibizione di 1 anno e 10 mesi + preclusione ed € 45.000,00 di ammenda in continuazione con le sanzioni irrogate all’esito dei procedimenti 859pf14-15 e 859bispf14-15”.

Tra i restanti soggetti colpiti dalla “scure” della Giustizia Sportiva, spiccano, in particolare, i 4 anni (+ 70.000,00 euro di ammenda) al calciatore Vito Falconieri, i 5 anni (+ 95.000,00 euro) al dirigente Salvatore Casapulla, i 3 anni (+ 30.000,00 euro) all’allora direttore sportivo del Poggibonsi Giuseppe Cianciolo, i 3 anni e 6 mesi (+ 60.000,00 euro) all’allora direttore sportivo della Paganese Cosimo D’Eboli, i 3 anni (+ 50.000,00 euro) ai sig. Alessandro Romeo e Adriano Favia,  3 anni e 6 mesi (+ 50.000,00 euro) al sig. Marco Di Chio, nonché i 2 anni e 7 mesi (+ 70.000,00 euro) all’allora direttore sportivo de L’Aquila Ercole Di Nicola.

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