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Ancona, lasciava il posto di lavoro per andare a giocare scommesse sportive: a processo

Si assentava dal posto di lavoro per andare al bar o talvolta anche a giocare scommesse sportive. Il tutto dopo aver (ir)regolarmente timbrato il cartellino.

Sono stati i vigili di Ancona a scoprire la truffa messa a segno da un uomo, che ora rischia il processo per truffa aggravata.

I fatti risalgono al 2015. Le forze dell’ordine, dopo aver ricevuto una segnalazione sull’individuo, decidono di seguire i suoi movimenti, con controlli quasi quotidiani caratterizzati da pedinamenti, foto e video. Il pm Serena Bizzarri, una volta ottenute le prove sufficienti per dimostrare la colpevolezza dell’uomo, ha quindi chiuso l’indagine e chiesto il rinvio a giudizio. Tuttavia, la difesa dell’uomo tende a respingere l’accusa di assenteismo, sostenendo che si trattava solamente di pause caffè.

Una tesi difensiva che farà fatica a reggere, visto che la Procura contesta all’uomo una dozzina di episodi, che in totale ammonterebbero a dieci ore d’assenza. Ora la vicenda passa al vaglio del giudice per l’udienza preliminare.

Se da una parte si rischia una condanna, dall’altra arriva una notizia di assoluzione, che riguarda il senese Niccolò Rugani, assolto da ogni accusa in quanto il “fatto non sussiste”. A riportarlo è il sito Jamma.it.

“Si tratta sicuramente di una delle prime sentenze sul tema, se non la prima – scrive jamma.it. – Il Tribunale di Siena, con sentenza del 29 marzo 2017, affronta il tema del betting exchange esercitato in via trasfrontaliera ed assolve con la formula “il fatto non sussiste” il senese Niccolò Rugani, difeso dall’avvocato Marco Ripamonti e dall’avv. Maria Rosa Mariani di Siena, da una serie di reati tra cui in primo luogo il reato di cui all’art.4, comma 1, 4 bis e 4 ter riferito ad attività di raccolta di scommesse con la formula del c.d. betting exchange avvenuta in collaborazione con un noto bookmaker britannico, all’epoca dei fatti privo di concessione italiana ed oggi autorizzato alla raccolta a distanza”.

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