Un altro contratto collettivo decentrato integrativo fu sottoscritto in data 23 settembre 2003. In quella sede, a causa del cattivo funzionamento dell’istituto della produttività collettiva, si decise di sostituirlo con l’indennità di disagio per i lavoratori di categoria A, B e C e l’indennità per compiti che comportano specifiche responsabilità per i lavoratori di categoria D. Tale innovazione, da una parte risolse il problema delle valutazioni, talvolta sbagliate da parte dei dirigenti, ma dall’altra statuì un’indennità fissa e ricorrente per tutti i lavoratori, indipendentemente dall’impegno individuale. Su questa indennità è nato il contenzioso con l’ispettore del ministero dell’economie e delle finanze, dr. Vito Tatò, che resta tuttora irrisolto.
E veniamo al contratto collettivo decentrato integrativo stipulato in data 9.06.2005 dalla Uil Fpl e da sei Rsu su dodici, e che successivamente vide l’adesione del sindacato Csa. Questo accordo ridusse l’entità dell’indennità di disagio con il riconoscimento per il personale meritevole della terza progressione economica orizzontale. Quindi, diversamente da come raccontano le altre sigle sindacali, non ci fu alcun accordo “a perdere”, ma responsabilmente la Uil Fpl ridusse proprio quell’indennità (il disagio) che è oggetto dell’accertamento di responsabilità erariale da parte della corte dei conti. La progressione economica orizzontale, che è rimasta acquisita nello stipendio di tutti i lavoratori, ha comportato (e comporta) benefici sulla pensione, sulla liquidazione, sullo straordinario, sulla turnazione e sui festivi. Peraltro, nessun “sindacalista riottoso” ha mai ritenuto di dover rinunciare ai benefici che la Uil Fpl gli fece acquisire, ma ognuno di loro continua da una parte a percepire i benefici e dall’altra a criticare ingiustamente il prossimo! Verrebbe la voglia di dire: che roba, ragazzi!”.
Sin qui la storia pregressa della contrattazione al comune di Benevento. Vi è, adesso, da aggiungere ciò che è successo di recente.
Il 14 maggio u.s., dopo sette anni di trattative, riuscimmo a firmare l’ipotesi di contratto collettivo decentrato integrativo per l’anno 2012. C’era la firma di Uil Fpl, Fp Cgil, Cisl Fp, Diccap e nove Rsu su dodici. L’accordo passa favorevolmente l’esame del collegio dei revisori dei conti, tant’è che la giunta comunale autorizza il presidente della delegazione trattante, dr., Andrea Lanzalone, a stipulare il contratto nell’identico testo concordato il 14 maggio 2012.
Questi erano, peraltro, i punti qualificanti del nuovo accordo:
1. per le posizioni organizzative, che a regime saranno 7, stanziati complessivamente per la retribuzione di posizione e di risultato € 63.000,00. Su questo punto va detto che alla provincia di Benevento ci sono 43 posizioni organizzative e solo per esse si spende annualmente mezzo milione di euro!
2. l’indennità di disagio, pari ad € 1,20 per ogni giornata di lavoro, sarà erogata solo a favore del personale delle categorie A e B che si ritrovi in determinate situazioni disagiate;
3. l’indennità di turnazione è estesa al personale degli asili nido; per il personale delle categorie B, C e D sarà erogata l’indennità per lo svolgimento di compiti che comportano specifiche responsabilità che rispettivamente non potrà superare nel massimo € 850,00, € 1050,00 ed € 1300,00 annui;
4. previsione della banca delle ore che consentirà ai lavoratori di utilizzare le prestazioni di lavoro straordinario sia per ottenere la corresponsione dei relativi compensi sia, in alternativa, per beneficiare di permessi per riposo compensativo;
5. la parte residua delle risorse derivante dall’applicazione degli istituti di salario accessorio sarà interamente devoluta all’istituto della produttività per i dipendenti di categoria A e B esclusi dall’applicazione di altri istituti contrattuali;
6. il buono pasto verrà aumentato sino a raggiungere il valore di € 12,00 (ipotesi questa, poi, stroncata dalla spending review che ha fissato il limite per tutti in 7,00 euro).
Ma anche questa volta – come per il passato – la Cisl Fp fa marcia indietro, il sindaco Fausto Pepe non prende posizione, il dirigente Andrea Lanzalone se ne lava le mani e la stipula del contratto resta una chimera!
Morale della favola: quello che sarebbe il contratto a perdere firmato dalla Uil Fpl nel 2005 continua a comportare vantaggi e benefici anche per gli stessi sindacalisti di Fp Cgil (che, però, avevano sottoscritto il nuovo accordo), Cisl Fp e Diccap.
Fioravante Bosco, segretario generale della Uil di Benevento e componente della rsu al Comune di Benevento, tiene ad aggiungere: “Aspetterò sino al 31 agosto 2012 affinché il gruppo di lavoro ristretto che è stato nominato possa fare l’ultimo tentativo per arrivare alla sottoscrizione definitiva del contratto già nei primi giorni di settembre 2012, anche perché Antonio Forgione, rappresentante Cisl Fp, ha dichiarato che l’accordo si sarebbe fatto entro agosto. Se non dovesse succedere nulla, scriverò alla procura regionale della corte dei conti ed al servizio ispettivo del ministero dell’economia e delle finanze affinché siano inasprite le sanzioni a carico dei dirigenti che consentono uno scandalo che non ha eguali nel Paese, poiché da una parte si continua a corrispondere indennità che si presumono illegittime e dall’altra nessuno muove un dito, se non la Uil Fpl, per cambiare radicalmente l’impostazione contrattuale. Ma fino a quando ci saranno dirigenti sindacali che non firmano le nuove clausole perché perderebbero 34,00 euro all’anno, credo che non vi sia spiraglio alcuno, se non accontentandolo con lo zuccherino! I prossimi giorni saranno sicuramente decisivi, poiché il tempo a disposizione per dare una risposta definitiva agli sconcertati dipendenti del Comune di Benevento, che assistono allibiti a tali piroette, sta inesorabilmente scadendo”.


